Seconda Edizione Biennale di Andria 2023 – (resistenza della pittura e della scultura)

Staff BDA

Seconda edizione

11 Dicembre / 22 Dicembre 2023

COMUNICATO STAMPA


11 Dicembre / 22 Dicembre 2023

La seconda edizione della Biennale di Andria, al Museo Diocesano San Riccardo, andrà in scena dal giorno 11 Dicembre al 22 Dicembre 2023. La selezione delle opere presenti al museo è stata scelta dal curatore e artista Michele Riefolo e dal produttore della Biennale, Loris Zanrei. Una selezione volta a rappresentare l’intersezione di differenti poetiche, approcci artistici e tecniche, mostrando una panoramica delle diverse generazioni, stili e condizioni del processo lavorativo individuale coesistenti nel contemporaneo internazionale. 

La Biennale di Andria (seconda edizione) porta una selezione di artisti contemporanei provenienti da più paesi, un campionario della molteplicità, diversità e unicità della produzione artistica contemporanea, che include le forme più svariate di espressione artistica. Ogni opera, che fa parte di questo collettivo, porta una parola, un verbo, come espressione di un pensiero.

Questa mostra, aperta dall’11 Dicembre 2023, contiene uno spaccato significativo della “Nuova figurazione italiana”, con artisti che, pur essendo di diverse generazioni e con percorsi differenti, si trovano ad offrire una ricerca coerente di arte contemporanea profondamente legata alla grande tradizione italiana, in forte contrasto con gli andamenti delle tendenze, tutte votate alla superficialità, al marketing e alla pretestuosità concettuale. Si potrebbe parlare di “resistenza della pittura e della scultura” di fronte al grande vuoto della sostanza.

Le parole di Michele Riefolo e Loris Zanrei sul significato di Biennale di Andria

“ Desideriamo accogliere il visitatore, farlo sentire parte dello spazio. Accostandolo all’arte, ai suoi colori, forme e tecniche, senza timore reverenziale alcuno: un’arte accessibile, che sappia coinvolgere emotivamente, che non sia fine a se stessa.

Desideriamo accogliere l’artista, allestendo uno spazio che sia occasione di presentazione delle sue ricerche e passioni e forme.

L’arte arricchisce di sfumature il nostro sguardo, colora diversamente la memoria, il tempo, i luoghi.

Su questa idea si fonda l’idea di aprire la nostra seconda edizione della Biennale di Andria 2023 “.

Il Video

Il Museo San Riccardo 

Il Museo Diocesano “San Riccardo” di Andria è stato istituito il 20 Maggio 1972 con Decreto vescovile da Sua Eccellenza Giuseppe Lanave, Vescovo di Andria dal 1969 al 1988.

Le motivazioni sottese alla sua creazione erano quelle di recuperare, custodire e conservare le opere raccolte nel territorio diocesano al fine di giungere ad una conoscenza approfondita della storia e dell’arte locale.

In continuità con l’opera svolta da Lanave, Mons. Raffaele Calabro, Vescovo di Andria dal 1989 al 2016, emanò un regolamento per il museo diocesano il 4 Gennaio 2005. A Mons. Calabro si deve l’articolazione del Museo in tre sezioni, da realizzarsi nei tre centri della diocesi: Andria, Canosa di Puglia e Minervino Murge. La scelta della nuova sede che doveva ospitare la sezione di Andria, intitolata a San Riccardo, è ricaduta nella sede della Comunità Braccianti, situata nel centro storico e in precedenza palazzo Margiotta. Affinché il progetto redatto su carta dai due Vescovi potesse essere effettivamente realizzato, Mon. Luigi Mansi, attuale Vescovo della Diocesi di Andria, ha manifestato la ferma volontà di portare a compimento i lavori di ammodernamento dell’edificio terminati nel marzo 2019, restituendo alla città un polo museale di grande prestigio. Difatti, il Vescovo ha espresso la volontà di far conoscere e ammirare alle nuove giovani generazioni il vasto patrimonio costituito da segnali di una società cristiana che, attraverso i secoli, ha lasciato numerose tracce di sé, per permettere all’intera comunità di recuperare la propria storia e cultura.

L’immobile è stato oggetto di un accurato intervento di restauro e riqualificazione finalizzato al nuovo allestimento facendo ricorso a risorse finanziarie pubbliche e private derivanti sia dalla Diocesi stessa e messe a disposizione da Mons. Calabro, sia da fondi derivanti dall’8 x mille e sia da fondi europei erogati dalla regione Puglia. Inoltre parte dei fondi è stata devoluta da soggetti privati e dall’amministrazione comunale.

Foto

PRESS

Ufficio Stampa

LZ Communication

loriszanrei@outlook.it

Eventi Collaterali – Visitare Andria

Andria è, con Barletta e Trani, la città capoluogo della provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani ed ospita il consiglio provinciale. Fino al 2004 faceva parte della provincia di Bari ed è la quarta città pugliese per numero di abitanti (oltre 100.000), oltre ad essere la diciottesima in tutta Italia per la superficie (408 chilometri quadrati). Voci importanti dell’economia di Andria sono la produzione di olio d’oliva (la città tra l’altro fa parte dell’Associazione nazionale città dell’olio) ed il turismo.

Quest’ultimo risulta uno dei settori più importanti ed in continua espansione (sia per quanto riguarda il piano produttivo che per quello occupazionale) dell’economia cittadina. Andria è interessata da un intenso afflusso turistico grazie alla presenza del Castel Del Monte, che sorge su di una collina poco distante dall’abitato.

Dichiarato nel 1996 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e simbolo di Andria e dell’intera regione Puglia, Castel del Monte è conosciuto in tutto il mondo perché è stato scelto come effige per la moneta da 1 centesimo di euro. Andria, inoltre, è conosciuta come la “città dei tre campanili”. La città di Andria sorge nella parte inferiore del pendio delle Murge, a 151 metri di altitudine e ad appena 10 chilometri di distanza dal Mar Adriatico.

Nelle vicinanze dell’abitato si apre una depressione di origine carsica di notevoli dimensioni, chiamata Gurgo: al suo interno cresce una flora varia ed abbondante, mentre le grotte che vi si trovano erano usate anticamente come ipogei.

 La Grotta della Trimoggia, invece, era utilizzata per i riti in onore della Madonna. l territorio intorno ad Andria si caratterizza per alcune lame (antichi letti di fiumi in secca), per le grandissime distese di vigneti ed uliveti (favoriti dal clima mediterraneo) e per il Canale Ciappetta-Camaggio (una rete di canali di bonifica che parte dalla città).Luoghi di Interesse

Buona parte del territorio di Andria (12.000 ettari) fa parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Andria è una città che ospita monumenti storici, artistici ed architettonici di gran pregio. Tra essi, come già accennato, il più importante e conosciuto è il Castel Del Monte. Risalente al XIII secolo e fatto costruire dall’imperatore Federico II di Svevia, presenta un’unica trifora rivolta in direzione della città, che domina dall’alto della collina. Altri luoghi di grande interesse turistico sono il Palazzo Ducale (in origine una residenza fortificata, che è stata trasformata in palazzo nobiliare nel XVI secolo), l’ottocentesco Palazzo Ceci Ginistrelli ed Palazzo Comunale.

Quest’ultimo, fatto costruire da Federico II di Svevia al suo ritorno dalla sesta crociata (1230), ospitava un convento dell’ordine francescano. Quando, nel 1813, il re delle Due Sicilie e cognato di Napoleone Gioacchino Murat, soppresse per legge tutti i conventi, il palazzo ebbe una destinazione laica e divenne la sede del comune di Andria (funzione che svolge ancora oggi). 

Altri monumenti costruiti per ordine di Federico II sono la Torre dell’Orologio e la Porta S. Andrea (detta anche Arco di Federico II): il sovrano, di ritorno dalla sesta crociata, scoprendo che la città gli era ancora fedele, fece erigere la porta, facendovi scolpire le famose parole di dedica alla comunità. 

Infine, sono da visitare Piazza Vittorio Emanuele (in origine si chiamava piazza Catuma, dato che sotto di essa vi sono alcune catacombe) ed il complesso di Andria sotterranea. Questa è costituita da una rete di cunicoli e resti sotterranei di antiche abitazioni che risalgono al periodo medievale. Le grotte e le stanze murate in pietra (alcune con colonne ed archi) si snodano sottoterra per tutto il centro storico.

Passando alle architetture religiose, la più rappresentativa di Andria è la Cattedrale, risalente al XII secolo (mentre la sua cripta, chiamata anche San Pietro in Cattedrale, è molto più antica, dato che risale al VII secolo). Al suo interno si trovano le tombe di due mogli di Federico II (Isabella d’Inghilterra e Jolanda di Brienne) e le reliquie di San Riccardo e della Sacra Spina di Gesù. Alla Cattedrale appartiene uno dei tre campanili della città, eretto al posto di una torre longobarda. Il secondo campanile è quello barocco della Chiesa di San Domenico , mentre il terzo è stato costruito nel 1772 accanto alla Chiesa di San Francesco, risalente al XII secolo.Eventi

Infine, Andria ospita numerosi festival e manifestazioni culturale ed enogastronomici. Tra i più importanti troviamo il Festival internazionale Castel dei Mondi, che si tiene da agosto a settembre, preceduto da un’anteprima a luglio. Il festival è interamente dedicato al teatro e prevede una serie di spettacoli di ogni tipo per più di una settimana, che si svolgono in contemporanea all’interno del Castel del Monte e del centro storico di Andria. Altre manifestazioni importanti sono Biol (concorso internazionale riservato agli oli extravergini di oliva biologici) e la Fiera d’aprile, che si tiene ogni anno dal 23 al 30 aprile fin dal 1438.

Il curatore

Michele Riefolo

Michele Riefolo, artista contemporaneo classe 1976 protagonista in tempi recenti di numerose rassegne espositive tra Roma, Bologna, Reggio Emilia, Gaeta, Barletta, Trani, Bari, Milano e Minturno.

LE SUE OPERE RICHIAMANO LE TEORIE SULL’ARTE DI WINCKELMAN

Una passione nata a Barletta, coltivata a Bari, dove ha proseguito gli studi presso il liceo artistico, e maturata a Foggia, con l’iscrizione all’Accademia delle Belle Arti, con una formazione completata a Bari, dove è risultato i migliori del suo corso di pittura da lui frequentato. “Rilievi policromi” si potrebbero definire i lavori di Riefolo. Sensazioni e pensieri vengono fermati una volta per sempre con olii ispessiti liberati dall’oppressionismo mentale in cui sono radicati. Lo scorrere del colore rimaneggiato con le dita crea onde voluttuose e corpose esprimendo la vitalità di alcuni viaggi che lo ispirano; rossi e gialli largiscono libertà trovando ispirazione da elementi naturali: acqua, terra, fuoco e vegetali che nella rappresentazione dell’umano sono quasi sempre posti come una culla. Gli elementi sono l’archè, il principio a cui tutti i filosofi si sono ispirati, mosso da questo prologo, l’artista ‘filosofeggia con pennelli’ esprimendo, in fondo, parte di sé, del proprio trascorso, della propria cultura. Di fronte ad un tela vuota rompe i canoni cercando sempre un equilibrio di colori/forme, positivo/negativo. Se l’importanza concettuale e simbolica viene celata in ogni lavoro e resta custodita nella mente di Refolo, lo spessore del colore o perlomeno la luce dei suoi olii non scompaiono. I suoi lavori non terminano e non iniziano, sono concentrati di impasti cromatici delimitati dalle dimensioni del supporto che è il solo che barriera la resa finale.

Il suo debutto con il pubblico risale al 1995, quando partecipa al “Premio Via Nazareth” promosso dal Comune di Barletta. In tale situazione presenta opere illustrative di “singolari” personaggi urbani che sembrano disegnati e proiettati nello spazio. Nei primi anni 2000 Riefolo ha messo a punto le prime strutture modulari a pannello, proprie di una “scacchiera aperta”, nelle quali confluiscono parametri geometrici e matematici che gli permettono di realizzare una pittura progettuale di nuova concezione espositiva. Queste sue opere sono definite da galleristi e collezionisti “Draughboard” (tiro del bordo ampliato); composizioni a ”scacchiera allungata, ” dove le pedine e le figure multiformi, sono disegnate, tracciate, allungate, distese e poi volutamente spaziate in vuoti geometrici regolari, che richiamano le teorie sull’arte di Winckelman. Tra i materiali utilizzati ci sono tinte a olio, acrilici, smalti tempere, polveri, vernici industriali, pennelli, rulli, metalli, legno e altri elementi naturali. Le cromie orange, bianche e verdi, ricordano la tecnica dell’Action Painting di Jackson Pollock, ma nella “Draugboard Art”, d’ispirazione nordamericana, Riefolo intreccia i suoi sogni di artista con i desideri emozionali dei suoi collezionisti, che vedono nelle sue opere sia la gioiosa avidità del colore che la dinamicità delle strutture.

Gli artisti della Biennale d’arte di Andria- seconda edizione 11 /22 Dicembre 2023

  • Giancarlo Frulio
  • Amedeo Paradisi
  • Alessandro Ruffini
  • Caterina Silenzi
  • Irene Marzocca
  • Lucia Marzocca
  • Ignazio Sguera
  • Mito Nagasawa
  • Michele Riefolo
  • Gianluca Vernice
  • Isabella Pistillo
  • Marco Randazzo
  • Gabriele Natuzzi
  • Domenico Ferrulli
  • Daniela Giarratana
  • Vittorio Gui
  • Krizia Spina
  • Claudio Alicanti
  • Silvia Rastelli
  • Riccardo Sansonna


Ticket

Il biglietto per l’evento Biennale di Andria è stampabile o può essere salvato e mostrato in modalità file sul telefono. Il presente biglietto da l’accesso gratuito al Museo Diocesano di Andria, San Riccardo, relativo all’evento Biennale di Andria dal giorno 11 Dicembre 2023 al 22 Dicembre 2023.

Guida al Museo

Museo Diocesano “San Riccardo” ubicato nel cuore del centro antico della città, in Via De Anellis, crocevia tra la Chiesa di San Francesco e la Cattedrale della città.

Il Museo diocesano è distribuito su tre livelli, in base al periodo storico a sui si riferiscono i preziosi e significativi reperti storici, artistici e culturali della Chiesa andriese esposti. Al piano terra sono collocate anche tre opere specificatamente riprodotte per i non vedenti, si tratta del capo di San Riccardo, il busto di Francesco II Del Balzo e un’icona di Santa Chiara.

Al primo piano le opere si snodano in un totale di nove sale, mentre il secondo piano è costituito da una superficie espositiva di 240 mq oltre che da un archivio e da un ufficio didattico.

Percorrendo al suo interno il Museo, ci si accorge della grande importanza che assolve per l’intera comunità, in quanto coniuga perfettamente la storia del nostro territorio con il più vasto panorama culturale e artistico nazionale e internazionale, attraverso l’esposizione di sculture, pitture, antichissimi paramenti lavorati a mano, nonché oggetti di finissimo argento riservati alla liturgia religiosa.

L’obiettivo del Museo è la conservazione della memoria unica della città, sempre in continua evoluzione e la conoscenza, soprattutto dai più piccoli, di un patrimonio inestimabile che fino ad ora non si era potuto ammirare e che costituisce una testimonianza significativa della storia, dell’arte, della liturgia e della Diocesi di Andria.

Infatti, lo stesso vescovo Mons. Luigi Mansi ha sottolineato la sua volontà di rendere fruibile questo tesoro, mettendolo a disposizione soprattutto dei giovani a scopo educativo e culturale. Inoltre il direttore del Museo, don Giannicola Agresti, dopo una breve carrellata delle origini e delle peculiarità delle opere esposte, ha aggiunto che l’apertura del Museo non rappresenta assolutamente un punto di arrivo, ma di partenza, il cui scopo è quello di avvolgere il visitatore col fascino della storia ed offrire una inedita ed interessante lettura tematica della storia e della cultura andriese.


Indirizzo: via De Anellis n. 48, angolo piazza Toniolo 5, 6, 7, 8.
Telefono: + 39 0883593382
Email: museodiocesano@diocesiandria.org
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